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LA SPOSA BLU

(da BARBABLU' di Charles Perrault)

Da quando non sono più tua, la mia libertà soffia impavida tra le rughe di questi muri e apre stanze infinite, oltre la porta dietro cui tu nascondevi lo scrigno delle tue paure... (Materiali di scrittura di scena | S. Battaglio)

Ideazione, regia e interpretazione Silvia Battaglio

Scrittura di scena liberamente ispirata a Barbablu’ (Charles Perrault)

Suggestioni letterarie William Shakespeare, Georgi Gospodinov, Antonio Ferrara, Fratelli Grimm

Suggestioni musicali Georges Bizet, Fazil Say, Georg Friedrich Handel. Louis Ferrari

Testi, voce ed elaborazione musicale Silvia Battaglio

Disegno luci Tommaso Contu

Produzione Zerogrammi in collaborazione con Biancateatro

Coproduzione Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, Festival INCANTI, Officine CAOS/Residenza Arte Transitiva

In collaborazione con Casa LUFT, Tangram Teatro, Gruppo Abele ONLUS

In partenariato con Is Mascareddas, CTA Gorizia, Teatro del Drago, Teatro del Lavoro, Teatro del Buratto

Con il sostegno di TAP Torino Arti Performative, Regione Piemonte, MIC Ministero della Cultura

 

L'ultima creazione di Silvia Battaglio è una prova di straordinarie e mature intelligenza scenica e plastica corporea. Un corrusco sogno romantico, figurativamente degno dei più fluidi fantasmi di Füssli, con una capacità di animazione e trasfigurazione – anzi di “respirazione” – dello spazio scenico che è davvero raro incrociare. (Franco Perrelli | MAGGIO 2022)

 

Uno spettacolo che scuote le corde più intime, che tocca picchi di introspezione emotiva e iconografica, lasciando agli spettatori un cuore pulsante di meraviglia. (Alan Mauro Vai | TEATRIONLINE)

 

Spettacolo intensissimo, che parte dalla celebre fiaba di Charles Perrault, “Barbablù”, per segnare un cammino di scoperta. Silvia Battaglio rinuncia alla parola, se non come lacerto di memorie, e si abbandona a una drammaturgia sonora e corporea, dove la sua fisicità è costantemente in dialogo con quella di tre marionette antiche, evocazione e simulacro delle spose di Barbablù. Carne e legno si compenetrano, fondendosi in una trama di rimandi allusivi, di gesti, di sguardi, di disarticolazioni come viatico di conoscenza. Bell’esempio di scoperta e utilizzo del linguaggio del teatro di figura fuori da ogni retorica, per aprirsi a nuove seduzioni e altre vie di ricerca. (Alfonso Cipolla | LA REPUBBLICA)

 

La sposa blu di Silvia Battaglio è un lavoro molto ben concepito, frutto di attento studio, non è una semplice messa in scena ma una vera creazione d’attrice. (Enrico Pastore | IL PICKWICK)

 

Ci sono spettacoli che si impongono come sintesi di linguaggi performativi nutrendosi al loro interno di quelle potenzialità in grado di ben rappresentare un panorama espressivo prossimo alla completezza: rientra nel novero di questi La sposa blu ideata, diretta ed interpretata da Silvia Battaglio. Come sempre accade nei lavori dell’attrice e danzatrice torinese, l’esito scenico è il risultato di una ricerca artistica caratterizzata da un linguaggio ibrido dal forte segno evocativo. (Roberto Canavesi | TEATROTEATRO)

 

Silvia Battaglio, valente attrice e danzatrice, che apprezziamo da diversi anni, si mette in scena nel rappresentare senza parole un’esistenza colpita da un accadimento perturbante. Forte e notevole creazione, espressa con grande partecipazione emotiva e perizia teatrale. (Mario Bianchi | KLP TEATRO)

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LA SPOSA BLU è una scrittura di scena per performer e marionette che - attraverso l’interazione scenica con tre storiche marionette degli anni ’40 appartenenti alla collezione Toselli - percorre gli archetipi e i contenuti della fiaba, aprendo un possibile sguardo sul presente.

Lo spettacolo è costruito intorno alla figura della sposa di Barbablù che - non conformandosi al classico femminile delle fiabe e non omologandosi ai dettami del consorte - opta per una sorta di ‘legittima difesa’ e si oppone al violento destino che il marito vorrebbe consegnarle. Puoi aprire soltanto le porte delle stanze che dico io, sono le parole che Barbablù ripete, impostando la relazione affettiva all’insegna del possesso, della paura e del controllo: è nel rifiuto di questo ricatto che la sposa Blu decide di aprire la porta segreta al di là della quale scopre i corpi occultati delle precedenti marionette-spose che, tornando in vita, scivolano dentro un ‘racconto’ sospeso tra fiaba e realtà, dove l’elemento della trasgressione assume il valore di una redenzione salvifica.

Aprendo quella porta segreta che di fatto la porterà a mutare la trama del suo ‘destino’, la sposa Blu avvia un processo di ‘sospensione dell’irrevocabile’, affrancandosi da un’esistenza costruita sull’inganno e sul possesso. Nel suo delicato percorso di riscatto e trasformazione, la sposa Blu aspira alla ricerca della luce che abita nei luoghi arcani dell’oscurità e - incarnando il desiderio di non lasciarsi manipolare dalla violenza - attraversa il vasto abisso del potere, metaforicamente rappresentato da Barbablù, per riemergere e parlarci d’amore e liberazione, nella scoperta di noi stessi oltre gli stereotipi di genere. Attraverso un’approfondita ricerca sulle immagini e un lavoro di esplorazione musicale che ha contribuito in modo sostanziale a ‘far suonare’ lo spettacolo, lo spettacolo è il risultato di una drammaturgia composita, caratterizzata da un linguaggio ibrido collocabile tra il teatro fisico, di figura e la danza, dal forte segno evocativo. Il lavoro sul corpo - che si ispira metodologicamente allo studio sulla biomeccanica della marionetta secondo la prassi di Mejerchol’d e alla poetica di Von Kleist ampiamente articolata nella sua opera letteraria Sul teatro delle marionette – è caratterizzato da un linguaggio plastico costruito per quadri e ambienti sonori. Assecondando la particolare mobilità delle marionette, la loro innata espressività e grazia, il lavoro si è connotato come un ‘racconto’ quasi sussurrato all’orecchio di chi è testimone di una favola contemporanea, con le sue luci e le sue ombre, in cui poter scorgere ancora una volta tracce del nostro tempo.

Produzione: 2022

Durata: 50 minuti

Pubblico: +12

Scena: versione teatrale + versione site-specific

Staff artistico e tecnico: 1+1

Trasporto materiali: a seguito

Montaggio: 8 ore

Smontaggio: 2 ore

Versione short: Festival Internazionale Arrivano dal Mare - Teatro del Drago/2021

Residenze artistiche: Officine CAOS/Residenza Arte Transitiva; Zerogrammi - Casa LUFT/2021

Anteprima: Festival INCANTI - Rassegna Internazionale di Teatro di Figura/Ottobre 2021

Debutto nazionale: TPE - Teatro Piemonte Europa/2022