SILVIABATTAGLIO
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D'AMORE E ALTRI OCEANI
(nuova creazione 2027)
Desidero delle gambe umane come certi uomini, si dice, abbiano desiderato le ali. La hybris sembra dunque farci leggere, in filigrana al dramma della Sirena, la vicenda di Icaro. E la mescolanza dei mondi riguarda anche noi. Se l'uomo ci appare sempre più in preda alla follia della guerra e dell'autodistruzione, forse sarà il canto della natura ciò a cui bisognerà dare voce. (Davide Vago | Una voce dall'esilio)
Ideazione, regia e interpretazione Silvia Battaglio
Collaborazioni artistiche Valeria Sacco
Scrittura di scena liberamente ispirata a La petite Sirene (Marguerite Yourcenar)
Suggestioni letterarie Jon Fosse, Peter Handke, William Shakespeare
Suggestioni musicali Paolo Angeli, Alva Noto, Anja Lechner
Coproduzioni e collaborazioni FAG Arti Visive Roma, Tangram Teatro, Università di Bologna
L’opera teatrale di riferimento, che orienta la scrittura e la costruzione dello spettacolo, è La Petite Sirene di Marguerite Yourcenar, una poetica versione della fiaba di Andersen, in cui il personaggio della Sirena si fa più che mai tramite della parola amore e nel cui viaggio terreno si possono scorgere ambientazioni omeriche intrecciate al dramma lirico, fino a toni espressivi satirici miscelati al canto dei gabbiani, del mare, delle balene. Figura liminale la cui grammatica poetica apre a una diversa visione del mondo, il viaggio della Sirena è un attraversamento nell’invisibile che abita dentro la materia, la vita, i corpi. A questa dimensione metafisica, lirica e al contempo materica, calata in un immaginario poeticamente sonoro e musicale, fa da contrasto un’umanità confusa e miserabile, attraversata da questa creatura migrante in cerca di un’identità, la cui ascesa terrena ci riguarda tutti e la cui metamorfosi ci ricorda il nostro desiderio di trasformazione. Il viaggio della Sirena è quindi anche il nostro viaggio, la sua immersione nel mondo terreno è un atto di scoperta e rinascita, una discesa nelle profondità del mistero che ci lega indissolubilmente alla vita e alla morte, nelle sue molteplici forme. Come un audace Orfeo che attraversa il buio per tornare alla luce, come un giovane Icaro dalle ali bruciate che tenta ancora, e ancora, senza mai abbandonare l’idea del sogno, la Sirena vola incontro al desiderio, rinunciando a ciò che ha di più caro, pur di avere gambe umane e di conoscere l’amore. Nel viaggio, in cui si condensa il senso di un’intera esistenza, la Sirena attraversa gli abissi, le ombre che il tempo riflette su di noi, la fragilità del mondo terreno, le sue contraddizioni, e infine riemerge, per farsi vento nella luce del giorno. La sua voce, che è voce dell’anima, si dissolve nell’immenso moto dell’oceano, come il suono delle balene, come schiuma di mare, come canto del mondo, nel suo essere immortale e infinito.
Il lavoro drammaturgico, snodandosi su un linguaggio ibrido, è volto al componimento di un sogno oceanico dalla forte componente musicale, che intrecci al movimento emozionale del racconto un flusso di parole in cui si possa sentire il canto dei pesci, il fluttuare delle onde, il sibilo del vento. E dentro questo sogno oceanico fatto di suono e materia, la figura della Sirena emerge, come un personaggio lirico, aereo, seppur mosso da una passione del tutto terrena che la catapulterà inevitabilmente in un mondo abitato da personaggi grotteschi e convenzionali. In questo ambiente sonoro, la voce del personaggio si moltiplica diventando voce delle presenze che abitano il racconto, in una dimensione teatrale in cui il suono e il movimento dialogano nella costruzione di un linguaggio stratificato, che prevede la relazione coreutica con la materia inanimata, la maschera e gli oggetti che abitano la scena.. Il lavoro scenico si concentra dunque sulla scrittura di uno spettacolo sonoro in cui parola, corpo e figura si miscelano organicamente, per veicolare il racconto della Sirena, in quanto archetipo fantastico e reale, animale e umano, immortale e mortale, che incarna l’idea del perenne mutamento della nostra stessa esistenza, al contempo terrena e spirituale. Un viaggio che è rappresentazione simbolica della vita, in cui la parola ‘amore’ possa farsi atto di resistenza, gesto rivoluzionario per un mondo fragile e lacerato, che chiede nuove ali.







