SILVIABATTAGLIO
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D'AMORE E ALTRI OCEANI​​
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(nuova creazione 2026/2027)
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Desidero delle gambe umane come certi uomini, si dice, abbiano desiderato le ali..
(Marguerite Yourcenar)
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Ideazione, regia e interpretazione Silvia Battaglio
Scrittura di scena liberamente ispirata a La petite Sirene (Marguerite Yourcenar)
Suggestioni letterarie Dante Alighieri, Fedor Dostoevskij, Peter Handke, William Shakespeare
Suggestioni musicali Paolo Angeli, Lou Reed, Alva Noto
Coproduzioni e collaborazioni FAG Arti Visive Roma, Tangram Teatro (e altri in via di definizione)
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Il fuoco della passione è all'origine di tutto: la Sirena ama e desidera gambe umane, come certi uomini si dice abbiano desiderato le ali. La 'hybris' sembra dunque farci leggere in filigrana la vicenda di Icaro, e la mescolanza dei mondi ci riguarda direttamente. Se l'uomo ci appare sempre più in preda alla follia della guerra e dell'autodistruzione, forse sarà il canto dell'amore sopra ogni cosa, ciò a cui bisognerà dare voce e ascolto. (Una voce dall'esilio | Davide Vago)
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L’opera teatrale di riferimento, scritta da Marguerite Yourcenar, eÌ€ una poetica e fantasiosa riscrittura del personaggio della Sirena, ispirata alla fiaba di Andersen, che qui si fa più che mai tramite della parola amore e nella cui avventura terrena si possono scorgere echi omerici intrecciati al barocco elisabettiano, al canto dei gabbiani, del mare, delle balene. A questa dimensione metafisica, lirica e al contempo materica, calata in un immaginario profondamente sonoro e musicale, fa da contrasto un’umanità confusa, miserabile, vacua, attraversata da questa creatura ibrida e migrante, la cui ascesa terrena ci riguarda tutti e la cui metamorfosi ci ricorda il nostro bisogno di trasformazione. Il viaggio della Sirena è dunque anche il nostro viaggio, la sua immersione nel mondo terreno è un atto di fede e di rinascita, una discesa nelle profondità del mistero che ci lega indissolubilmente alla vita e alla morte, nelle sue molteplici forme. Come un audace Orfeo che attraversa il buio per tornare alla luce, come un giovane Icaro dalle ali bruciate che però tenta ancora senza mai abbandonare l’idea del sogno, la Sirena vola incontro al desiderio, rinunciando alla sua coda pur di avere gambe umane. Nel suo viaggio verso l’amore, in cui si condensa il senso di un’intera esistenza, la Sirena attraversa gli abissi, le ombre che il tempo riflette su di noi, la fragilità del mondo terreno, le sue contraddizioni, per poi riemergere e volare incontro alle stelle, nella luce del giorno. E la sua voce, che è voce dell’anima, si dissolve nell’immenso moto dell’oceano, come il suono delle balene, come schiuma di mare, come canto del mondo, nel suo essere immortale e infinito​​​​​
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​Lo spettacolo - concepito come un lavoro dal segno musicale, vocale e corporeo - fa parte di un trittico, iniziato con La Sposa Blu (coproduzione Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare) e proseguito con Dall’altra parte (spettacolo vincitore del ‘Premio Drammaturgia Contemporanea e Teatro di Figura’), dedicato all’esplorazione del linguaggio ibrido che si innesta nella sintesi tra canto, parola, segno gestuale e materia inanimata. Il personaggio della Sirena, mezza pesce e mezza donna, mezza animale e mezza umana, incarna l’ibridazione in tutti i suoi aspetti, è archetipo che da sempre abita nell’immaginario collettivo, nell’universo del fantastico, che la vede da sempre creatura predestinata alla metamorfosi: da angelo a ragazza-uccello, da ragazza-uccello a donna-pesce, da donna pesce a essere umano, da essere umano a schiuma di mare. Il racconto della Sirena si delinea a tuti gli effetti come un volo di iniziazione, in cui si condensa la giovane tensione al sogno, l’inarrestabile aspirazione al desiderio, il bisogno di conoscere se stessi, sfidando limiti e confini: nel suo farsi umana e mortale, la Sirena dispiega metaforicamente le sue ali, e si proietta verso la terra con la leggerezza di un gabbiano. La Sirena ama, e tale amore la proietta in un altrove, nell’esperienza del terreno, dove si ritroverà straniera, senza voce e identità, fino a scegliere di trasformarsi nuovamente, per diventare impalpabile schiuma di mare, destinata all’immortalità. Quello che la Sirena compie è dunque un viaggio ascensionale, un volo metafisico tra due mondi, un’ascesa, un percorso di trasformazione e rinascita, in bilico tra la terra e il cielo.​​​​​​​​​​​​​​​





