BIOGRAFIA

SILVIA BATTAGLIO. Si forma in campo coreutico studiando danza classica per dodici anni sotto la guida di Sara Acquarone e Marilena Goria, danza contemporanea con Simona Bucci, Adriana Borriello, teatro-danza con Roberto Castello, Michela Lucenti e Abbondanza/Bertoni, commedia dell’arte con Eugenio Allegri. Conclude nel 1998 il Corso di Laban Movement Analysis presso Art Therapy Italiana (Bo), conseguendo poi il titolo di Istruttore di Pilates Matwork, di Springwall e Cadillac presso la PPM Postural Pilates Academy (To). Nel 2001 conclude la Scuola di Alta Formazione Teatrale presso l'ERT (Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale). Come attrice-danzatrice ho lavorato per Roberto Castello (Torino Danza 2004), Tangram Teatro, Zerogrammi, ERT (Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale), Torino Film Festival, RAI Torino. Dal 2005 prosegue un'intensa attività pedagogica attraverso classi annuali e seminari intensivi di teatro fisico.

 

CREAZIONI. Gli spettacoli fino ad ora realizzati sono stati sostenuti da importanti realtà del territorio nazionale e internazionale, tra queste si annovera la collaborazione con l'Odin Teatret (Dk) fondato da Eugenio Barba che ha coprodotto lo spettacolo LOLITA con la supervisione artistica di Julia Varley. LOLITA rappresenta il primo capitolo della Trilogia dell'Identità di cui fanno parte anche ORLANDO.LE PRIMAVERE, spettacolo vincitore del Premio Giuria Territoriale - CROSS International Performance Award e l'ultima creazione, BALLATA PER MINOTAURO, nato in coproduzione con Metamorfosi Festival (Bs), Stalker Teatro/Officine CAOS (To) e BRACT/Breve Residenza Artistica di Comunità e Territorio (Li). Da sempre il lavoro di produzione artistica si concentra sull'analisi delle opere letterarie, di personaggi e figure archetipiche, spesso femminili, in grado di suscitare interessanti riflessioni sul contemporaneo, ed è proprio sul filo di questa necessità creativa che sono nati spettacoli come OFELIA (2006), UN SOGNO PER MARIA (2008), VERSO ELETTRA (2009), IO AMO HELEN (2010), LE CORPS DE JEANNE (2011), IOLORENZO&GIULIA (2013). 

POETICA. Il processo di lavoro è fortemente connesso all'elemento tempo, inteso come tempo presente che fa da sfondo alla nostra contemporaneità ma che è in grado di connettersi al passato così come di accarezzare possibili visioni future. Un tempo presente articolato, trasversale e contraddittorio, nel quale grazia a aridità spesso convivono per dare vita ad una realtà che si delinea come un corpo collettivo in costante metamorfosi di cui - attraverso l'atto creativo - si desidera tradurre la temperatura.

Risulta centrale nella costruzione degli spettacoli la visione dell'attore-performer che, nel suo fondamentale rapporto con lo spazio, con il suono, con la luce e con i pochi essenziali oggetti di scena, costruisce la scrittura di scena attraverso una partitura per immagini in cui danza e parola scivolano l'una dentro l'altra, per disegnare simboliche geometrie all'interno delle quali evocare il "racconto" dell'esistenza.

L'osservazione e l'ascolto di una realtà contrastata e sfuggente, fa da innesco al processo poetico che ha visto negli anni il susseguirsi di temi quali identità, potere, famiglia, diversità, femminile, intorno ai quali è andata delineandosi la progettualità che ha fatto da guida al lavoro creativo degli spettacoli fino ad ora realizzati.

METODO. Il lavoro di creazione - la cui cifra artistica è il risultato di un costante iter professionale di oltre quindici anni - è orientato alla ricerca, alla sperimentazione dei linguaggi multidisciplinari, alla scrittura di scena, alla rivisitazione delle opere teatrali appartenenti al repertorio classico e contemporaneo. La costruzione parte sempre dal corpo come crocevia di significati e memorie, mezzo unico attraverso cui veicolare autenticamente il sentimento, e così il racconto stesso dell’esistenza. Il lavoro di creazione parte dunque dalla relazione con il corpo - non dalla danza in senso stretto - ma dal corpo che si fa danza e scivola organicamente nella parola, attraverso un linguaggio composito e allo stesso tempo tecnicamente codificato, che vuole prescindere dalla ormai obsoleta separazione tra danza e teatro. In quest'ottica, il training fisico-vocale è una costante nell'attività della compagnia, esso è costituito da elementi di derivazione Grotoswkiana, di biomeccanica, di analisi del movimento, di studio sulle tecniche vocali, e si inserisce come pratica fondamentale, accompagnando sia la costruzione delle creazioni che l'attività pedagogica. Sulla base di un linguaggio ibrido - collocabile tra la danza e il teatro - nelle creazioni della compagnia la parola è a servizio del gesto, e il corpo rappresenta la via preferenziale attraverso cui essa si manifesta. 

TRILOGIA DELL'IDENTITA'. Attraverso tre opere letterarie - Lolita (Vladimir Nabokov), Orlando (Virginia Woolf) e Il Minotauro (Friedrich Durrenmatt) - il progetto intende sviluppare il tema dell’identità, così attuale nel panorama odierno: identità individuale e sociale, molteplicità dell’IO e metamorfosi interiore, identità di genere, affettiva, sessuale, culturale, definizione di sé attraverso la relazione con l’altro diverso da sé, identità generazionale, identità come appartenenza a una comunità chiamata a confrontarsi spesso con ciò che viene considerato erroneamente 'estraneo', 'diverso', se non addirittura “pericoloso”. Identità personale e collettiva, dunque, come aspetti inscindibili che si intrecciano costantemente definendo l’essere umano e la società in quel continuo movimento di definizione e spostamento. Identità come terreno di incontro/scontro tra generi, individui, culture e generazioni.

 

PEDAGOGIA. Il lavoro pedagogicoil cui impegno si traduce in un articolato programma di laboratori annuali, classi di studio e seminari monografici, vede la collaborazione di significative realtà del territorio, tra le quali l'Università degli Studi di Torino, il Dams, il Tangram Teatro, la Cooperativa Sociale Valdocco, la Divisione Servizi Sociali del Comune di Torino, il Liceo Scientifico E. Majorana, l'Università di Lecce. L'obiettivo principale della pratica pedagogica proposta è quello di offrire gli strumenti utili per una crescita umana oltre che attoriale e - contestualmente - di contribuire allo sviluppo del senso critico degli studenti, futuri 'attori' di domani, poiché - indipendentemente dalla professione che svolgeranno - saranno loro gli interpreti del tempo che verrà. In questa direzione, nella primavera del 2014 nasce LaRT Laboratorio Ricerca Teatrale, con l'intento di offrire un percorso di alta formazione/creazione a coloro che desiderino avviarsi al professionismo. 

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©S. Battaglio