BIOGRAFIA

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Parto da una considerazione che ritengo più che mai centrale, soprattutto oggi, a fronte di questo momento storico dove la consapevolezza della fragilità dei sistemi sociali ha generato importanti riflessioni intorno alla percezione dei nostri reali bisogni, mettendo ancora più in dubbio le nostre certezze. Risulta fondamentale che il teatro adotti una posizione sempre più critica, assumendo in se’ una funzione di ascolto e mappatura, nel tentativo di intercettare i bisogni del pubblico cui si rivolge, cercando di avviare un dialogo costruttivo intorno a tematiche quanto mai urgenti, facendosi mezzo attraverso cui veicolare poeticamente nuovi sguardi, per aprire la strada a una possibile politica della bellezza, per contribuire alla visione di un futuro e di una società migliori. Credo che il teatro, la danza, le arti in genere debbano favorire e ampliare il coinvolgimento delle persone nei processi di pensiero e azione, che la funzione principale dell'arte sia oggi più che mai quella di mettere in discussione, di intercettare i dubbi, le paure, di farsi mezzo e veicolo di esplorazione, di includere l'altro, di denudare e rovesciare i pregiudizi, di accendere uno scambio costruttivo su tematiche universali, sulle quali tutti noi siamo chiamati a interfacciarci, senza distinzione. E dunque, sentendo oggi più che mai riaffermarsi in me il senso e la ragione per cui ho iniziato a fare teatro, più che risposte cerco domande, mettendomi in ascolto, osservando la realtà nella sua articolata complessità, e interrogandomi ogni giorno su quali possano essere le traiettorie per esplorare nuove visioni.

(Silvia)

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SILVIA BATTAGLIO

 

Performer, autrice, formatrice, si è laureata in Scienze Sociali presso l’Università degli Studi di Torino, studia danza classica (Metodo R.A.D.) per dieci anni presso il Centro Didattico di Torino, sotto la docenza di Sara Acquarone e Marilena Goria, conclude nel 1998 il Corso in Laban Movement Analysis presso Art Therapy Italiana di Bologna, ampliando poi la sua formazione nel settore teatrale grazie all’incontro con l'ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale, dove conclude nel 2002 la Scuola di Alta Formazione. Prosegue e approfondisce gli studi nel teatro-danza attraverso masterclass e seminari intensivi con Simona Bucci, Eugenio Allegri, Adriana Borriello, Roberto Castello, Michela Lucenti, Abbondanza/Bertoni, Emio Greco. Consegue il titolo di Insegnante di Pilates Matwork presso la PPM (Pilates Postural Method), disciplina fisica che attualmente integra all’interno dei numerosi seminari di teatro fisico che conduce dal 2005, attraverso un'intensa attività pedagogica.

A fronte di una formazione multidisciplinare come attrice-danzatrice, lavora in diverse produzioni e relative tournée, tra cui si segnalano Don Chisciotte e Romeo e Giulietta prodotto da ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione, (Teatro Storchi 2001, Teatro delle Passioni 2002, Festival Sant’Arcangelo 2002, Butrinti Summer Festival 2002); Biosculture di Roberto Castello/ALDES (TorinoDanza 2004); Stravaganza (2002) e Il viaggio di Ulisse prodotto da Tangram Teatro (Teatro Stabile 2007); Fare albero di Zerogrammi (Teatro Piemonte Europa 2011); TitoloDaDefinire progetto di Zerogrammi (Fondazione Piemonte dal Vivo/Lavanderia a Vapore 2020); Ristory. La finestra sul racconto progetto dell'Università degli Studi di Torino/Comune di Rivalta (2020), lavora  come attrice per la RAI di Torino e il Torino Film Festival. Parallelamente al lavoro come interprete, dal 2005 inizia un personale cammino autorale finalizzato all'allestimento di creazioni che vedono il sostegno e la coproduzione di realtà nazionali e internazionali quali l'ODIN TEATRET/Eugenio Barba, Tangram Teatro, CROSS Performing Award, Zerogrammi, Stalker Teatro/Officine CAOS, Fondazione MERZ. Nel 2012, l’incontro con l’Odin Teatret, nello specifico con i maestri Eugenio Barba e Julia Varley, segna un punto di svolta nel percorso artistico, tale incontro permette l’avvio a un intenso e lungo periodo di studio e residenza artistica, e alla successiva coproduzione della creazione, Lolita. Nel 2014 Silvia Battaglio fonda l’Associazione Culturale Biancateatro, dando maggiore stabilità al lavoro di produzione artistica e di formazione della compagnia.

CREAZIONI

In cantiere, la nuova creazione, La sposa Blu, il cui debutto è previsto per Ottobre 2021 all'interno del FESTIVAL INCANTI/RASSEGNA INTERNAZIONALE DI TEATRO DI FIGURA di Torino, nasce in coproduzione con l'ISTITUTO PER I BENI MARIONETTISTICI E IL TEATRO POPOLARE ed è ispirata alla fiaba Barbablù. Ballata per Minotauro, ispirato all'opera letteraria di Friedrich Durrenmatt, ha debuttato nella stagione 2019/2020 del Teatro Cafè Muller ed è stato coprodotto da Officine CAOS/Stalker Teatro, BRACT Residenza Artistica di Comunità e Territorio, Teatro19/Metamorfosi Festival. Orlando.Le primavere, ispirato al romanzo di Virginia Woolf, ha vinto il PREMIO VERBANIA CROSS INTERNATIONAL PERFORMANCE AWARD 2016 e ha debuttato all’interno della stagione 2016/2017 del Teatro Stabile di Torino. Lolita, ispirato al romanzo di Vladimir Nabokov, si avvale della preziosa consulenza artistica di Julia Varley e della coproduzione con lo stesso ODIN TEATRET, lo spettacolo è stato presentato in Danimarca, per poi debuttare in Italia nella stagione 2014/2015 del Teatro Stabile di Torino. IoLorenzo&Giulia, ispirato alle opere di Jorge Luis Borges, ha debuttato nella stagione 2011/2012 della TPE - Teatro Piemonte Europa di Torino ed ha replicato all’interno di numerosi Festival, tra cui Asti Teatro Festival 2013. Io amo Helen, ispirato alla biografia di Helen Keller, ha debuttato nella stagione 2011/2012 dell’ODIN TEATRET, come frutto di intense collaborazioni tra le quali spicca quella con il CRUT (Centro Regionale Universitario per il Teatro). Le corps de Jeanne, ispirato al testo di Teresa Cremisi, intenso lavoro di interazione tra teatro e multimedialità intorno al personaggio di Giovanna D'Arco, nato in collaborazione con Lucio Diana, ha debuttato nella stagione 2010/2011 della TPE - Teatro Piemonte Europa. Verso Elettra, ispirato all’opera teatrale di Hugo Von Hoffmannsthal, ha debuttato nella stagione 2008/2009 della TPE - Teatro Piemonte Europa. Un sogno per Maria, costruito intorno alla figura di Maria di Nazaret e ispirato al noto romanzo di Erri De Luca, ha debuttato nella stagione 2007/2008 della TPE - Teatro Piemonte Europa. Ofelia, ispirato all’opera teatrale di William Shakespeare, ha debuttato in prima nazionale all’interno della stagione 2005/2006 del Teatro Stabile di Torino.

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POETICA

Attraverso la rivisitazione delle opere letterarie appartenenti al repertorio classico e contemporaneo, la produzione artistica della compagnia è orientata alla scrittura di scena, alla ricerca, alla sperimentazione del linguaggio multidisciplinare, al lavoro di composizione delle immagini, percorrendo come principale obiettivo quello di tradurre - attraverso l'atto poetico e creativo - la ‘temperatura’ del tempo in cui viviamo e aprendo un possibile sguardo sul contemporaneo. Risulta centrale, nella costruzione degli spettacoli, la visione dell'attore-performer che - nel suo rapporto con lo spazio, il suono, la luce e gli oggetti di scena - è dedito a costruire una partitura per immagini, in cui la narrazione è subordinata all'evocazione, in cui danza e parola scivolano l'una dentro l'altra, per evocare un ‘racconto’, una condizione esistenziale in cui il pubblico possa ritrovare tracce di se', per sollevare domande, spostando il punto di vista e aprendo nuovi sguardi sulla contemporaneità. L'osservazione e l'ascolto del tempo presente fa sempre da innesco al processo poetico che ha visto negli anni il susseguirsi di temi quali identità, potere, genere, famiglia, diversità, intorno ai quali è andata delineandosi la progettualità che ha fatto da guida al lavoro creativo degli spettacoli fino ad ora realizzati.

METODO

 

Il lavoro parte sempre dal corpo, come crocevia di significati e memorie, mezzo unico attraverso cui veicolare autenticamente il sentimento e dunque l'evocazione dei personaggi che vanno costruendosi. Il lavoro di creazione nasce dunque dalla relazione con il corpo - non dalla danza in senso stretto - ma dal corpo che si fa danza e scivola organicamente nella parola, attraverso un linguaggio composito e allo stesso tempo tecnicamente codificato, che vuole prescindere dalla ormai obsoleta separazione tra danza e teatro. In quest'ottica, il training fisico-vocale è una costante nell'attività della compagnia, esso è costituito da elementi di derivazione Grotoswkiana, di biomeccanica, di analisi del movimento, di canto corale e studio delle tecniche vocali, e si inserisce come pratica fondamentale, accompagnando sia la costruzione delle creazioni che l'attività pedagogica. Sulla base di un linguaggio ibrido - collocabile tra la danza e il teatro - negli spettacoli la parola è a servizio del gesto, e il corpo rappresenta la via preferenziale attraverso cui essa si manifesta. 

CANTIERE AGAMENNONE

TRILOGIA DELL'IDENTITA'

 

Attraverso la messa in scena di tre significative opere letterarie, Lolita (Vladimir Nabokov) - Orlando (Virginia Woolf) - Il Minotauro (Friedrich Durrenmatt), la trilogia è volta a sviluppare la tematica dell’identità - come terreno di incontro/scontro tra generi, individui, culture e generazioni - declinandola ai diversi aspetti che la compongono: identità individuale e sociale, molteplicità dell’IO e metamorfosi, identità di genere, affettiva, sessuale, culturale, definizione di sé attraverso la relazione con l’altro diverso da sé, identità generazionale, identità come appartenenza a una comunità chiamata a confrontarsi spesso con ciò che viene considerato erroneamente 'estraneo', 'diverso', se non addirittura “pericoloso”. Identità personale e collettiva, dunque, come aspetti inscindibili che si intrecciano costantemente definendo l’essere umano e la società in quel continuo movimento di definizione e spostamento.

PEDAGOGIA

 

Il lavoro pedagogicoil cui impegno si traduce in un articolato programma di classi di studio e seminari intensivi, vede la collaborazione di significative realtà del territorio, tra le quali l'Università degli Studi di Torino, la Cooperativa Sociale Valdocco, il Comune di Torino, Tangram Teatro, Zerogrammi, l'Università del Salento. L'obiettivo principale della pratica pedagogica proposta è quello di offrire gli strumenti utili per una crescita umana oltre che attoriale e - contestualmente - di contribuire allo sviluppo del senso critico degli studenti, futuri 'attori' di domani, poiché - indipendentemente dalla professione che svolgeranno - saranno loro gli interpreti del tempo che verrà. In questa direzione, nella primavera del 2014 nasce Progetto LaRT - Laboratorio Ricerca Teatrale, con l'intento di offrire un percorso di alta formazione teatrale, attraverso una metodologia di studio-creazione orientata al teatro di ricerca, che apra la strada all'analisi di opere teatrali appartenenti al repertorio classico e contemporaneo, rilette attraverso il linguaggio sperimentale. Ogni anno, lo spettacolo prodotto da Progetto LaRT, che vede la partnership di CASA LUFT/Zerogrammi, viene presentato in anteprima estiva per poi debuttare l'anno successivo nella rassegna Maldipalco diretta da Tangram Teatro e sostenuta da Piemonte Dal Vivo, con l'obiettivo di avvicinare i giovani interpreti di Progetto LaRT al professionismo, nel confronto diretto con compagnie e artisti del territorio nazionale. Tra i vari progetti e seminari a scopo formativo che la compagnia promuove da diversi anni sul territorio, di particolare rilievo risulta il progetto Singing Bodies - Laboratorio di canto e movimento, rivolto agli adolescenti inclusi nel progetto di inserimento familiare della Città di Torino - Divisione Servizi Sociali, per il quale la compagnia Biancateatro ha vinto nel 2020 il Bando Casa Affido.

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Silvia Battaglio è una danzatrice o un attrice? Mai come in questo spettacolo la formula del Tanztheater – così essenziale nelle categorizzazioni della scena contemporanea – ci propone quasi l’evidenza del rigore e dell’intensità che la rappresentazione guadagna dalla disciplina del corpo danzante, con un incremento sensibile di comunicazione che appaga lo spettatore

F. Perrelli

Silvia Battaglio costruisce una drammaturgia intensa, fondendo le fonti letterarie in una riscrittura agile, intensa e perversamente potente che si fonde con un’azione scenica in cui la corporeità è predominante. Il teatro quando si esprime con la sua vera forza non rassicura per niente: è uno sguardo lucido sulla durezza del vivere, sulla vita bella e crudele

 

E. Pastore

Attrice e danzatrice, Silvia Battaglio tratteggia il dolce e sfaccettato profilo di Maria coniando un originale linguaggio in cui gesto e parola non risultano ancillari l’uno all’altra bensì armoniosamente complementari. Una densità di immagini, suggestioni e idee che si traduce, tuttavia, in una levità e una grazia di esecuzione che conquistano lo spettatore 

L. Bevione