SILVIABATTAGLIO

POETICA
Non cerco di scoprire qualcosa di nuovo, ma qualcosa di dimenticato, una cosa talmente vecchia che tutte le distinzioni tra generi artistici non sono più valide. (Jerzy Grotowski | IL PERFORMER)
Mi muovo su una terra di confine, tra danza, teatro, lavoro di composizione dell’immagine, canto e teatro di figura, percorrendo un lavoro di scrittura drammaturgica, volto alla fusione dei linguaggi. Camminando su una strada volutamente non inscritta dentro un genere, il mio lavoro di creazione nasce contestualmente a una ricerca che percorre da sempre un linguaggio transdisciplinare, orientato alla sperimentazione, nella rivisitazione delle grandi opere teatrali del repertorio classico e contemporaneo.
Attratta da tutto ciò che non è ascrivile a una categoria, il mio lavoro di composizione scenica è volto alla definizione di una forma ibrida, che possa veicolare, in modo universale e trasversale, le memorie, i sentimenti, le ombre e i bagliori del nostro ‘essere’ nel mondo, facendosi teatro del corpo, spazio materico e metafisico, in cui poterci aprire all’immaginazione. Tra le diverse aree di studio, la mia ricerca si è aperta anche al teatro di figura e al rapporto con la materia inanimata, veicolando una sperimentazione il cui fuoco è diventato l’indagine tra l'umano e il non-umano, tra la frammentazione e l’unità, percorrendo l’idea che - attraverso un lavoro non tradizionale con l’inanimato - possa costruirsi una relazione paritaria con la materia, in grado di potenziare strade formali in qualche modo pure, originali e libere da convenzioni stilistiche. In questo senso, le mie più recenti creazioni rientrano all’interno di una progettualità orientata alla commistione con il teatro di figura, dove l’ibridazione rappresenta lo spazio principale della sperimentazione drammaturgica.
Nel corso degli anni, il mio cammino artistico è stato valorizzato da incontri molto significativi, che mi hanno permesso di spaziare tra differenti aree di ricerca, e di delineare un percorso teatrale costruito nel solco della contaminazione dei linguaggi, oltre il codificato, che individua nella transdisciplinarietà il proprio segno formale, la propria cifra e identità artistica.