BLU (NUOVA CREAZIONE 2021)

La sposa Blu 7
La sposa Blu 16_mod
La sposa Blu 8_mod
La sposa Blu 9_mod
BLU
IN CANTIERE 2020
NUOVA CREAZIONE 2021

di e con Silvia Battaglio liberamente ispirato a Barbablù (Charles Perrault, Fratelli Grimm, Carlo Collodi), Naso d'Argento (Italo Calvino) suggestioni cinematografiche Barbe-Bleu (Georges Mèlies), Dietro la porta chiusa (Fritz Lang) video e consulenza artistica alle immagini Claudio Coloberti/ODIN TEATRET (Dk) assistente alla regia Alessandra Camozzi disegno luci ed effetti sonori Massimiliano Bressan produzione Biancateatro coproduzione Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare in collaborazione con Stalker Teatro/Officine CAOS, Tangram Teatro, Drama Teatro 

Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alla fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore. Servono proprio perché, in apparenza, non servono a niente, come la poesia e la musica, come il teatro. Se una società basata sul mito della produttività ha bisogno di fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione. G. Rodari - Grammatica della fantasia

Le marionette sprigionano una fascinazione tutta particolare. La loro essenza si perde in remoti feticci ancestrali, per diventare uno dei modi con cui l’uomo ha sentito l’esigenza di rappresentare un altro da sé per trasfigurare paure e desideri nel mito, in sfere fantastiche popolate da demoni ed eroi, divinità e genti. Quest’eco si riverbera nell’inquietudine che riescono a emanare i volti e gli sguardi fissi delle marionette. Le loro espressioni senza tempo sembrano quasi racchiudere tutte le storie che hanno raccontato, secolo dopo secolo, stratificazione dopo stratificazione. È in questa forza evocativa che il feticcio sembra risorgere, per rendere credibile in scena, così come nell’immaginazione, ciò che altrimenti sarebbe improbabile o goffo, per ricrearsi viatico per auscultare il profondo, per perdere la concretezza greve del reale e spalancare i confini dello stupore e del meraviglioso. A. Cipolla - Polyropon Magazine

 

 

Poiché la fiaba, così come il mito, è quasi sempre luogo di incontro genuino tra forze opposte e contrarie, essa può essere veicolo letterario per comunicare - nel caso specifico attraverso il teatro - tematiche fortemente contemporanee. Attraverso l’evocazione poetica della fiaba di Barbablù e degli ambienti onirici in cui gli elementi fiabeschi sono immersi, lo spettacolo fa riferimento a un linguaggio simbolico, lirico e delicato, ma al contempo forte, moderno e tagliente, capace di parlare a tutti, con lo scopo di sensibilizzare il pubblico su argomenti che tuttora ci riguardano da vicino. La nuova creazione è pensata come una scrittura di scena per attrice e marionette dove, attraverso l'analisi degli archetipi contenuti nella fiaba, si intende trattare il tema del potere, per superarlo e parlare di ribellione, di liberazione, e infine d'amore. La riflessione da cui prende avvio la nuova creazione, si snoda intorno alla percezione di un palpabile e diffuso senso di non-appartenenza al presente - costruito su modelli predefiniti - che tende a conformare, favorendo quel processo di omologazione rassicurante, che spesso però non è in grado di dare voce ai nostri reali bisogni e alla nostra natura profonda. Da qui sorge la domanda che fa da innesco all’attuale processo di creazione, ovvero quale forma di disobbedienza, quale azione possiamo intraprendere per svincolarci da quel 'bisogno di conformismo' che spesso soffoca i nostri reali desideri? Chi siamo oltre l'abito che talvolta indossiamo pur di ‘adeguarci’ al ruolo che ci è stato affidato, pur di non rinunciare a quel lembo di apparente felicità che crediamo reale e che indebolisce la nostra capacità di ribellione?

Il taglio che si intende dare alla fiaba prende avvio da questa riflessione, ed è sulla base di un pulsante bisogno di scoperta, che la protagonista della fiaba trasgredisce, liberandosi dal suo burattinaio-Barbablù, rifiutando gli stereotipi di una vita matrimoniale monotona e patinata, costruita sul controllo e sul divieto, dove non c’è spazio per la ricerca di se'. Nella suo 'movimento di liberazione', la sposa di Barbablù diventa metafora di ribellione e di anticonformismo, scardinando le regole imposte, sovverte un equilibrio precario solo apparentemente rassicurante, rompendo gli schemi, parte simbolicamente alla ricerca di quella 'terra sconosciuta' che forse abita in ognuno di noi, e a cui tutti in fondo aspiriamo,

Puoi aprire soltanto le porte delle stanze che dico io, sono le parole che Barbablù ripete, impostando la vita coniugale all’insegna del possesso, della paura e del controllo. Ed è proprio sulla base del rifiuto di questo ricatto, che la protagonista della fiaba decide di aprire, con le chiavi d’oro consegnatele dal marito, tutte le stanze di casa, fino a trovarsi di fronte alla porta proibita, dove scopre i corpi occultati delle precedenti marionette-spose che, animandosi e tornando in vita, daranno luce ad un intenso e suggestivo ambiente sonoro, sul quale la ‘narrazione’ si articolerà. La sposa di Barbablù  non è il classico personaggio femminile che le favole di solito propongono, al contrario, in questa fiaba la trasgressione e la disobbedienza assumono il valore di una ‘redenzione salvifica’, ed è attraverso un cammino misterioso volto alla scoperta e alla conoscenza che la sposa di Barbablù incarna un messaggio che è insieme un inno alla libertà e all’autodeterminazione.

Il lavoro di scena si profila come una scrittura originale, animata dai corpi e dalle voci delle marionette che, insieme all'interprete, tesseranno le trame di un ‘concerto-racconto’, dall’intenso taglio onirico ma al contempo realistico: risulterà fondamentale la relazione corporea e vocale tra l’interprete e le marionette, tale relazione verrà costruita attraverso un montaggio per immagini, corpo e voce, in cui le marionette assumeranno un ruolo attoriale nel ricreare la fisicità e la vocalità delle precedenti spose di Barbablù. Il lavoro di scrittura di scena sarà caratterizzato da un linguaggio ibrido collocabile tra la danza e il teatro, dal forte segno evocativo, volto alla sperimentazione e al teatro di figura, in cui risulterà centrale la relazione corporea, sonora e testuale tra le marionette e l'interprete, nella creazione di quadri in movimento e nella graduale costruzione di un ambiente onirico e profondamente suggestivo che richiami i luoghi dell’immaginario e della fiaba, aprendo al contempo interessanti parallelismi e sguardi sul presente.

Creazione: 2021 | Titolo: in via di definizione | Durata totale: in via di definizione | Pubblico: +10 | Coproduzione: Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare | Ulteriori coproduzioni e collaborazioni: in via definizione | Debutto nazionale: in via di definizione

IN CANTIERE 2020.21
  • YouTube - cerchio grigio
  • Vimeo
  • Google

©S. Battaglio