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LA SPOSA BLU

Da quando non sono più tua, la mia libertà soffia impavida tra le rughe di questi muri e apre stanze infinite, oltre la porta dietro cui tu nascondevi lo scrigno delle tue paure… (Materiali di scrittura di scena | S. Battaglio) 

 

 

Regia, coreografie e interpretazione Silvia Battaglio

Scrittura di scena liberamente ispirata alla fiaba di Barbablù (Charles Perrault)

Suggestioni letterarie William Shakespeare, Georgi Gospodinov, Fratelli Grimm

Suggestioni musicali Bach, Fazil Say, Alva Noto

Disegno luci Tommaso Contu

Collaborazione immagini video Claudio Coloberti/Odin Teatret

Produzione Zerogrammi in collaborazione con Biancateatro

Coproduzione Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, Festival INCANTI, Officine CAOS/Residenza Arte Transitiva

In collaborazione con Casa LUFT, Tangram Teatro, Gruppo Abele ONLUS

In partenariato con Anima International Festival/Is Mascareddas, Alpe Adria Puppet Festival/CTA Gorizia, Festival Internazionale Arrivano dal Mare/Teatro del Drago, Festival Internazionale Immagini dall’Interno/Teatro del Lavoro, IF Festival/Teatro del Buratto

Con il sostegno di Regione Piemonte, MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 

 

Le marionette sprigionano una fascinazione tutta particolare, la loro essenza si perde in remoti feticci ancestrali, per diventare uno dei modi con cui l’uomo ha sentito l’esigenza di rappresentare un altro da sé, per trasfigurare paure e desideri nel mito, in sfere fantastiche popolate da demoni ed eroi, divinità e genti. È in questa forza evocativa che il feticcio sembra risorgere, per rendere credibile in scena, così come nell’immaginazione, ciò che altrimenti sarebbe improbabile, per ricrearsi viatico, per auscultare il profondo, per perdere la concretezza greve del reale e spalancare i confini dello stupore e del meravigliosoA. Cipolla - Polytropon Magazine

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LA SPOSA BLU, liberamente ispirata alla fiaba di Barbablù, si delinea come una scrittura di scena per performer e marionette, costruita su una drammaturgia composita e multidisciplinare che attinge dalla danza e dal teatro di figura, in cui la costruzione del racconto sottende la sperimentazione. Attraverso una metodologia di lavoro corporea e vocale che prevede l’interazione scenica con tre significative marionette degli anni ’40 appartenenti alla storica collezione Toselli, custodite presso l’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, lo spettacolo intende attraversare gli archetipi e i contenuti della fiaba aprendo un possibile sguardo sul presente.

Puoi aprire soltanto le porte delle stanze che dico io, sono le parole che Barbablù ripete, impostando la relazione affettiva all’insegna del possesso, della paura e del controllo: ed è proprio nel rifiuto di questo ricatto, che la sposa Blu decide di aprire di nascosto tutte le stanze della casa, fino a trovarsi di fronte alla porta proibita, dove scopre i corpi delle precedenti marionette-spose che, tornando in vita, daranno luce a un ambiente corporeo e sonoro, sul quale la ‘narrazione’ andrà articolandosi. Lo spettacolo intende toccare il tema del potere - metaforicamente rappresentato da Barbablù - per superarlo e parlare di liberazione e amore nella scoperta di se stessi oltre gli stereotipi di genere, tematiche che risuonano quanto mai contemporanee.

Così come suggerisce la fiaba di Perrault, la sposa Blu non ricalca il tradizionale personaggio femminile che le favole di solito propongono, al contrario in lei la ‘trasgressione’ assume il valore di una ‘redenzione salvifica’: rifiutando gli stereotipi di un’esistenza costruita sul possesso e sul controllo, la sposa Blu incarna il desiderio di non lasciarsi omologare dalla brutalità del potere, diventando metafora di anticonformismo e rivendicando la ribellione come forma di libertà. Lo spettacolo, attraverso l’evocazione della fiaba, intende quindi toccare il tema del potere - metaforicamente rappresentato da Barbablù - per superarlo e parlare di liberazione e amore nella scoperta di se stessi oltre gli stereotipi di genere, tematiche che risuonano quanto mai attuali e che ci toccano da vicino.

 

Produzione: 2021

Durata: 50 minuti

Genere: teatro fisico-multidisciplinare

Pubblico: +10

Scena: versione teatrale + versione site-specific

Staff artistico e tecnico: 1+1

Trasporto materiali: a seguito

Montaggio: 8 ore

Smontaggio: 2 ore

Anteprima: Festival Internazionale Arrivano dal Mare - Teatro del Drago/2021

Residenze artistiche: Officine CAOS/Residenza Arte Transitiva; Zerogrammi - Casa LUFT/2021

Debutto nazionale: Festival INCANTI - Rassegna Internazionale di Teatro di Figura/2021

Materiali: