LA SPOSA BLU (CREAZIONE 2021)

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BLU
IN CANTIERE 2020
NUOVA CREAZIONE 2021

regia e interpretazione Silvia Battaglio consulenza artistica Alberto Jona/Controluce Teatro d’Ombre liberamente ispirato a Barbablù (Charles Perrault, Fratelli Grimm), Naso d'Argento (Italo Calvino) immagini video Claudio Coloberti/Odin Teatret coreografie e drammaturgia Silvia Battaglio suggestioni cinematografiche Barbe-Bleu (G. Mèlies), Dietro la porta chiusa (F. Lang) produzione Biancateatro coproduzione Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare in partenariato con Festival Incanti, ANIMA International Festival, Alpe Adria Puppet Festival, Festival Internazionale Arrivano dal Mare, Festival Internazionale Immagini dall’Interno, La Terra Galleggiante Festival, IF Festival

 

Da quando non sono più tua, la mia libertà soffia impavida tra le rughe dei muri, e apre stanza infinite oltre le porte dietro cui nascondevi lo scrigno delle tue paure…

Le marionette sprigionano una fascinazione tutta particolare, la loro essenza si perde in remoti feticci ancestrali, per diventare uno dei modi con cui l’uomo ha sentito l’esigenza di rappresentare un altro da sé per trasfigurare paure e desideri nel mito, in sfere fantastiche popolate da demoni ed eroi, divinità e genti. È in questa forza evocativa che il feticcio sembra risorgere, per rendere credibile in scena, così come nell’immaginazione, ciò che altrimenti sarebbe improbabile o goffo, per ricrearsi viatico per auscultare il profondo, per perdere la concretezza greve del reale e spalancare i confini dello stupore e del meraviglioso. A. Cipolla - Polyropon Magazine

 

Poiché la fiaba, così come il mito, è quasi sempre luogo di incontro genuino tra forze opposte e contrarie, essa può essere veicolo letterario per comunicare tematiche fortemente contemporanee. Dunque, attraverso l’evocazione poetica della fiaba di Barbablù e degli ambienti onirici in cui essa è immersa, la nuova creazione è pensata come una scrittura di scena per performer e marionette dove - mediante un montaggio per immagini-corpo-voce - si intende attraversare il tema del potere, metaforicamente rappresentato da Barbablù, per superarlo e ‘parlare’ di liberazione e scoperta. La suggestione che accompagna la nuova creazione si snoda intorno alla percezione di un diffuso senso di non-appartenenza a un presente che, costruito su modelli che propendono al conformismo, tende a omologare le identità e a indirizzare le scelte, piuttosto che a illuminare e a far emergere i nostri reali bisogni. “Puoi aprire soltanto le porte delle stanze che dico io”, sono le parole che Barbablù ripete costantemente alla sposa, impostando la vita coniugale all’insegna del possesso, della paura e del controllo. Sulla scia di questo divieto, la sposa Blu, contrariamente alle altre marionette-spose cadute nelle mani del burattinaio, mette in atto un processo di ‘sospensione dell’irrevocabile’: sfida il tempo, si ingegna, infrange i divieti, apre un varco, sposta lo sguardo, fino a trovarsi davanti alla stanza proibita, oltre la quale scopre i corpi occultati delle precedenti marionette-spose con le quali inizierà il suo viaggio verso la libertà, attraverso un intenso e suggestivo ambiente sonoro sul quale la ‘narrazione corporea’ andrà articolandosi. Sulla base di un linguaggio scenico del tutto ibrido, la drammaturgia dello spettacolo è scolpita attraverso la relazione con le marionette-spose, con le quali si intende dare forma a una partitura composita in cui danza, suono, voce, oggetti e luci dialoghino organicamente. Il lavoro di scrittura di scena, caratterizzato dunque da un linguaggio ibrido dal chiaro segno sperimentale, si apre al teatro di figura così come al teatro-danza, nella creazione di quadri in movimento e nella graduale costruzione di un ambiente onirico che possa richiamare i luoghi della fiaba, aprendo al contempo interessanti parallelismi e sguardi sul presente. La sposa Blu non è il classico personaggio femminile che le favole di solito propongono, al contrario in lei la trasgressione e la disobbedienza assumono il valore di una ‘redenzione salvifica’, diventando sinonimo di ribellione e di anticonformismo. Nel suo movimento verso la libertà e la ricerca di se’, la sposa Blu incarna la volontà di non lasciarsi omologare e manipolare dalla brutalità del potere, andando alla ricerca di quella meravigliosa 'terra sconosciuta' che abita in ognuno noi, e alla quale tutti in fondo aspiriamo.

A seguito della selezione del Bando Progetto Cantiere 2020, si sta lavorando all’idea registica e a una prima fase di esplorazione creativa, attraverso l’immaginario suscitato dalle opere di riferimento, a breve si inizierà l’allestimento, fino al debutto previsto per Ottobre 2021 al Festival Incanti/Rassegna Internazionale di Teatro di Figura (TO). Nel corso del 2021/22, in qualità di partner, lo spettacolo verrà ospitato da ANIMA International Festival/Is Mascareddas (CA), Alpe Adria Puppet Festival/CTA (GO), Festival Internazionale Arrivano dal Mare/Teatro del Drago (RA), Festival Internazionale Immagini dall’Interno/Teatro del Lavoro (TO), IF Festival/Teatro del Buratto (MI). Nel frattempo con la collaborazione del Gruppo Abele e di Claudio Coloberti, regista video e responsabile archivio Odin Teatret, sono in fase di valutazione tempistiche e modalità di lavoro con cui realizzare il laboratorio-documentario, BLU. ATELIER DI CREAZIONE, rivolto ad adolescenti e adulti, come momento di confronto/scambio con il pubblico sulle tematiche suscitate dalla fiaba di riferimento.

 

Creazione: 2021 | Durata: versione da palco 55 minuti / versione da camera 30 minuti | Pubblico: +10 | Coproduzione: Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare | Selezione: Progetto Cantiere 2020 - Edizione speciale | Debutto nazionale: Ottobre 2021 - Festival INCANTI/Rassegna Internazionale di Teatro di Figura

IN CANTIERE 2020.21
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©S. Battaglio