BLU. LA COSTRUZIONE DI UN AMORE

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ph D.Rizzo

MAGGIO 2020

Blu. Così ho battezzato la marionetta-sposa che Alfonso Cipolla - direttore dell'ISTITUTO PER I BENI MARIONETTISTICI E IL TEATRO POPOLARE - mi ha generosamente affidato e che mi ha suggerito di entrare nel mondo della fiaba, cercandovi gli aspetti misteriosi, magici, onirici. Durante questa ‘pausa forzata’ - che ha svuotato e rinominato di nuovi significati la parola ‘tempo’ - Blu ha acceso in me il desiderio di lavorare (nuovamente) sull’osservazione, sull’immaginazione, sulla scrittura del corpo, sulla temperatura delle emozioni, sulla vulnerabilità del presente, e sul silenzio.

Durante i giorni della quarantena ho allestito - con materiali di recupero - una sorta di teatrino in miniatura ‘fatto in casa’, un piccolo spazio di creazione che è diventato luogo immaginario, cornice, castello, isola, casa dentro la casa, dove Blu ed io abbiamo iniziato una vera e propria ‘sperimentazione da camera’.

Nulla è stato detto tra noi, la musica del silenzio ha sostituito quella delle parole, ci siamo fidate del ‘solo’ contatto fisico, attraverso la creazione di quadri in movimento, di piccoli scambi di sguardi, nella graduale costruzione di una gestualità che potesse farci tornare molto indietro nel tempo, portandoci in un ‘altrove’, non più qui, ma nel luogo in cui i bambini incontrano la fiaba, e ogni cosa, ogni scelta, ogni conquista diventa possibile.

Fin da subito, Blu si è mossa con disinvoltura, traducendo in movimento il respiro dei miei gesti, come una danzatrice incantata, come una creatura pienamente cosciente, mossa da geometrie fluide e armoniose. Blu è misteriosa, bella, delicata nella sua assoluta presenza. Nella danza che abbiamo condiviso passo dopo passo, talvolta è stata lei a cercarmi, a mettermi alla prova, a indicarmi la direzione, a provocare improvvisi spostamenti di sguardo, a confondermi, ma sempre con precisione.

Oggi la osservo, e cerco di ipotizzare la traiettoria di un possibile futuro insieme: Blu è nelle mani che raccontano, nella musica che si fa danzare, nei piedi che disegnano passi e non si stancano di immaginare un futuro. Blu mi guarda e sembra volermi suggerire un gesto, un sorriso, un abbraccio lieve. Blu è una sposina ribelle in cerca di una chiave per aprire lo scrigno segreto e fuggire all’inganno, è una fanciulla senza paura che in punta di piedi entra nella stanza del mistero e scopre la notte, è una donna di oggi con una valigia piena di sogni infuocati che nessuno conosce. Con lei forse un giorno costruirò un racconto sull’amore, sul potere, sul riscatto - e soprattutto - sulla liberazione.

 

Ecco sì, la liberazione, qualcosa che oggi sento premere da ogni fianco, come un guizzo, un salto inarrestabile, un soffio di vento.

(Silvia B.)

Progetto e regia Silvia Battaglio realizzazione foto Daniele Rizzo in collaborazione con Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, Metamorfosi Festival/Teatro19, Gruppo Abele collaborazioni e coproduzioni in fase di definizione

 

Scrittura di scena spirata al mondo della fiaba, con particolare riferimento alla favola di Barbablù e all'analisi degli archetipi in essa contenuti. Una storia animata dai corpi di 5 marionette-spose che, insieme all'attrice, dialogano, danzano, cantano, per costruire le trame di un racconto onirico - ma al contempo realistico e attuale - che vuole parlare d'amore, di potere, e soprattutto, di liberazione.

 

È in questa forza evocativa che il feticcio sembra risorgere, per rendere credibile in scena, così come nell’immaginazione, ciò che altrimenti sarebbe improbabile o goffo, per ricrearsi viatico per auscultare il profondo, per perdere la concretezza greve del reale e spalancare i confini dello stupore e del meraviglioso. (A.Cipolla - Polytropon Magazine)

La sposa Blu 6_mod.jpg

POLYTROPON MAGAZINE

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©S. Battaglio