BALLATA PER MINOTAURO

drammaturgia, regia e interpretazione Silvia Battaglio liberamente ispirato a Il Minotauro (Friedrich Durrenmatt) suggestioni letterarie Jorge Luis Borges, Julio Cortazar suggestioni cinematografiche Toro Scatenato (Martin Scorsese) suggestioni musicali Tarrega, Murcof, Menomena, Castrignanò disegno luci Massimiliano Bressan produzione Biancateatro in residenza artistica presso Officine CAOS - Residenza Arte Transitiva, BRACT - Breve Residenza Artistica di Comunità e Territorio in collaborazione con Teatro19 - Metamorfosi Festival, Tangram Teatro, Casa Luft, Stalker Teatro

 

 

La Ballata, primo studio sul Minotauro presentato dalla gentile e generosa Silvia Battaglio, un lavoro aperto e in crescita. A. Porcheddu - Gli Stati Generali

 

Una narrazione fatta per immagini e suoni, un montaggio delle attrazioni in cui il materiale letterario non è che uno dei materiali con cui si costruisce la drammaturgia. Non vi è dunque dipendenza dalla fonte letteraria ma riscrittura e reinvenzione. Il Minotauro che appare in scena è un pugile, un ragazzino che si allena ad affrontare il nemico che il fato ha predisposto per lui. Asterione è Toro scatenato che fende l’aria con ganci e jab per scaricare e sfogare il suo desiderio d’amore, la sua solitudine estrema che pur d’essere estinta si accontenta anche di un nemico. Asterione è figlio delle stelle e di re, non solo frutto mostruoso di illecita passione. Questa sua doppia unicità lo separa dal consesso umano non le porte del labirinto che sono sempre aperte. Egli se vuole può uscire, chi vuole entrare non è impedito, eppure la diversità può ciò che nessun cancello, serratura o chiavistello potrebbe. Uno studio questo su Il Minotauro molto maturo, con elementi drammaturgici precisi e un ottimo utilizzo del corpo per esprimere ciò che le parole non dicono. E. Pastore - LiveArts

 

Spettacolo variegato, denso, ricco di segni scenografici chiari e ben orchestrati, dal percorso di sassi, alla finestra sospesa, al rosso vestito e a tanti particolari che disegnano una regia immaginifica e sorprendente, un ottimo studio in attesa del debutto definitivo. A. M. Vai - TeatriOnLine

 

 

Terzo atto della Trilogia dell'Identità, di cui fanno parte anche Lolita e Orlando.Le primavere, BALLATA PER MINOTAURO è una riscrittura contemporanea liberamente ispirata all’opera di Durrenamatt che - seguendo le suggestioni fiabesche di Borges e Cortazar - ruota intorno al tema dell’identità connessa a quello dell’estraneità, quale condizione di non-appartenenza. Esiliato e confinato in un non-luogo, Minotauro è qui rappresentato come un adolescente solo e incompreso, la cui solitudine diventa eco, riflesso, ricordo, sdoppiamento e moltiplicazione dei diversi aspetti del sé in quel ‘palazzo-labirinto‘ che è prigione ma anche alcova e rifugio, è spazio caotico, intricato e grande come il mondo ma al contempo rappresentazione di una piccola parte di esso, è specchio della mente e delle sue paure. Contrariamente all’idea tradizionale del ‘mostro’, in questa riscrittura Minotauro acquisisce vulnerabilità e umanità, e nel suo estremo bisogno d’amore è incapace addirittura di riconoscere il tradimento di Teseo, e quindi l’inganno stesso del suo tempo. ll ‘palazzo-labirinto’ - come metafora del senso di alienazione e smarrimento interiore - rimanda certamente anche a quei muri che la società innalza per contenere le paure, per dominare le diversità e poter quindi conservare il potere: sotto questo aspetto la rivisitazione del mito classico porta in luce contenuti di grande contemporaneità. Minotauro dunque rappresenta metaforicamente la diversità, che in realtà è fonte preziosa di tutte quelle possibilità inespresse con cui la società è chiamata a confrontarsi. Minotauro è forza e grazia, è istinto e ragione, è buio e luce, è terra e cielo, è insomma la natura umana nella sua sfumata interezza: solamente se c’è Minotauro, Arianna può esistere. Nel suo mondo di corpi, immagini e voci riflesse, Minotauro fantastica come un ragazzo a occhi aperti, ricostruisce l’immagine della sorella Arianna fino a renderla vera nel tentativo di colmare il suo vuoto d’amore, incontra addirittura Teseo il suo peggior nemico, guarda il cielo dalla finestra del suo regno incantato in cerca di un sogno di libertà e - nella sua natura umana/bestiale - danza teneramente alla ricerca di un’altra esistenza da esperire, di un altro luogo da abitare, e forse, di un altro corpo da amare. Nello spettacolo prevale un lavoro di scrittura di scena, frutto di una profonda commistione tra teatro, danza e teatro di figura. Attraverso un processo di visione/creazione che parte dalle azioni fisiche, dal lavoro di manipolazione degli oggetti e dalla moltiplicazione dei ruoli, lo spettacolo è il risultato di un linguaggio multidisciplinare in cui musica, danza, parola e immagine rappresentano un unicum organico e integrato.

 

 

Creazione: 2019 | Durata: 55 minuti | Pubblico: +10 | Residenze artistiche e coproduzioni: Teatro19, BRACT, Stalker Teatro | Anteprima studio: Metamorfosi Festival | Restituzione pubblica: Officine CAOS | Studio: Strabismi Festival | Anteprima nazionale: Festival Orizzonti Verticali | Video promo: https://www.youtube.com/watch?v=zoFGJXr2LeE

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